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a cura di Fortunato Licandro


Mercoledì 26 luglio: Il Sud sugli schermi di Est Film Festival con la sicilia di "Saro" e la "Taranta on the road" di Salvatore Allocca

Mercoledì 26 giugno, continua la sezione in concorso dei documentari di Est Film Festival con la proiezione di Saro di Enrico Maria Artale, opera intima che segue il viaggio del regista alla ricerca di quel padre che non vede da più di 25 anni.

Prima della proiezione serale, dal palco di piazzale Frigo Gian Luca Contis, responsabile nazionale Banca Aperta del Gruppo Credito Valtellinese, ringrazia il Festival: «Per noi è un onore essere main sponsor, perché è nel nostro dna investire sul territorio con attività che non abbiano per forza una correlazione con il mondo della finanza, mantenendo un contatto e una relazione con le piccole comunità locali. Per questo, invece di chiudere una piccola succursale, abbiamo deciso di investire in una filiale diversa, con una tecnologia fatta per essere vicina alle persone e aperta dalla mattina presto fino a sera; durante EFF ci sarà un'apertura straordinaria fino alle 21 per dare la possibilità a tutti di vedere come sarà la banca del futuro... anzi del presente».

Prende poi la parola Giancarlo Necciari, Direttore artistico JazzUp Festival e presidente di giuria per l'Arco d'Argento Premio Terme dei Papi alla migliore colonna sonora, il quale ringrazia Est Film Festival per la lunga collaborazione che da undici anni unisce le due realtà e le Terme dei Papi per aver creduto in questa iniziativa.

Dopo la serata di martedì trascorsa al Cinema Gallery causa maltempo, il pubblico torna a piazzale Frigo per la proiezione del lungometraggio in concorso Taranta on the road di Salvatore Allocca, film che vedrà la luce della sala il prossimo 24 agosto, in anteprima a Est Film Festival.

Per l'incontro con il pubblico, insieme al regista, Bianca Nappi che nel film interpreta il ruolo di Teresa. Una presenza quella dell'attrice che si ripete a Est Film Festival dopo la sua performance del 2015 nel film di Duccio Chiarini Short Skin – I dolori del giovane Edo: «Mi piace molto questo festival. Trovo interessante prendere parte alle opere di debutto di giovani registi, un po' per una mia curiosità di fondo e un po' perché credo che sia importante in questo Paese un rinnovamento anche nel campo artistico, attraverso persone che hanno voglia di raccontare nuove storie».

Allocca spiega poi il suo percorso nel mondo cinematografico: «Ho iniziato come montatore e studiando ho capito che volevo raccontare storie che fossero mie e ho iniziato a fare il regista. In seguito mi sono accorto che mi piaceva sviluppare progetti in maniera sia creativa che produttiva. Questa è la mia "opera prima e mezza" perché ho già co-diretto con Daniele Cursi Masella Come trovare nel modo giusto l'uomo sbagliato, una bellissima esperienza che mi fu però commissionata. Questo invece è una storia che mi portavo dentro da molto tempo».

Il film racconta la storia di due migranti tunisini che, per raggiungere la Francia, si uniscono a una band musicale salentina. «L'idea è germogliata intorno al 2011-2012, il periodo nel quale ci sono state le Primavere arabe. L'idea nasce da una suggestione della realtà: in quel periodo, vidi una fotografia che ritraeva alcuni ragazzi appena fuggiti da una tendopoli in Manduria che, per festeggiare questa libertà ritrovata, ballavano insieme a un gruppo che suonava la pizzica».

L'edizione 2017 di Est Film Festival è al suo giro di boa. Giovedì 27 luglio, l'appuntamento con il quarto documentario in concorso è alle 17 e 30 al Cinema Gallery di Montefiascone con Lunàdigas di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler.

La sera, piazzale Frigo accoglierà il ritorno di un amico del Festival: alle 21 e 30, Edoardo Leo incontrerà il pubblico e riceverà l'Arco di Platino Premio Città di Montefiascone. A seguire la proiezione della commedia Che vuoi che sia con Rocco Papaleo, Marina Massironi, Anna Foglietta ed Edoardo Leo.





Lunedì 24 luglio: Inaugurata la sezione documentari, prosegue la competizione serale in piazza con I figli della notte

Il cinema Gallery di Montefiascone accoglie il pubblico di Est Film Festival per la proiezione del primo documentario in concorso per l'Arco d'Argento Premio CIC – Centro di Iniziative Culturali: Camminando sull'acqua di Gianmarco D'Agostino, una testimonianza inedita dell'alluvione che sommerse Firenze nel 1966.

Alle 21 e 30 le sedie disposte a piazzale Frigo sono già tutte occupate dagli spettatori in attesa di vedere l'opera prima di Andrea De Sica I figli della notte.

Prima della proiezione, sul palco salgono insieme a Vaniel Maestosi e Glauco Almonte anche il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini, l'assessore alla cultura Fabio Notazio e il presidente di giuria Giampaolo Sodano, che nei giorni scorsi avevano espresso tutti la necessità di un impegno che tutelasse una manifestazione così importante per il territorio come lo è diventata Est Film Festival.

Lo stesso sindaco, riferendosi al discorso di sostegno di Sodano di ieri sera, ha chiarito: «Noi teniamo molto a questo straordinario evento e la mia presenza qui stasera è per rassicurare ancora di più che Est Film Festival è un'iniziativa che la nostra amministrazione tutelerà sempre di più, carte alla mano».

Aggiunge infatti Notazio: «Abbiamo qui pronto il regolamento comunale per le manifestazioni di Montefiascone che era stato programmato per ottobre nel quale andiamo a fissare quali siano gli eventi culturali nei quali l'amministrazione comunale crede: Est Film Festival rientra di diritto in questo elenco. Questa è una garanzia che noi diamo per uno degli eventi più importanti per la città di Montefiascone».

Il presidente di giuria Gianpaolo Sodano si congratula per quanto fatto affermando che: «La conclusione di stasera mi riempie di gioia perché credo che sia un dovere di tutti riconoscere che se si può fare qualcosa per il proprio paese va fatto: quando una città e i suoi cittadini eleggono a istituzione un bene culturale come un festival del cinema, allora vuol dire che quella comunità ha fatto qualcosa di grande per se stessa».

Dopo la proiezione di I figli della notte, seconda pellicola in concorso per l'Arco d'Oro al miglior lungometraggio Premio Gruppo Credito Valtellinese e per l'Arco d'Argento al miglior film scelto dal pubblico Premio Cantina di Montefiascone, il regista Andrea De Sica racconta al pubblico: «L'idea per questo film l'ho presa da alcune esperienze vicine a me: conoscevo dei ragazzi che avevano frequentato il collegio, tra questi c'era il figlio di famiglia della nobiltà romana che mi era sembrato molto pacato, ma poi venni a sapere un paio di anni dopo che era indagato per tentato omicidio, mentre un altro ragazzo mi ha confermato come in collegio avesse stretto alcuni dei legami più intensi della sua vita. In quest'opera ho cercato di unire queste due anime».

De Sica spiega poi come ha messo insieme il cast: «Non volevo girare un film su degli adolescenti utilizzando uomini mascherati da ragazzi, come spesso il cinema è abituato a fare. I miei attori hanno la stessa età dei loro personaggi. Una scelta fatta soprattutto per motivi di messa in scena: grazie alla loro reale innocenza, il film ha assunto un tono più inquietante».

I lungometraggi in concorso si contendono anche l'Arco d'Argento per la miglior colonna sonora Premio Terme dei Papi. Riguardo le musiche di I figli della notte, Andrea De Sica rivela: «Mio padre (il compositore Manuel De Sica) avrebbe dovuto creare la colonna sonora ma, purtroppo, è scomparso improvvisamente. A quel punto, ho deciso di portare avanti io quel lavoro che credevo solo lui sarebbe stato in grado di realizzare. Ogni giorno, finito di fare il montaggio, facevo delle jam session, lasciandomi ispirare da quanto avevo appena visto».

Il martedì di Est Film Festival prevede l'appuntamento pomeridiano al Cinema Gallery con la proiezione alle 17 e 30 del documentario The Black Sheep di Antonio Martino. In serata, alle 21 e 30, lo schermo di piazzale Frigo sarà per Moglie e marito, commedia diretta da Simone Godano. In entrambi i casi , come da rituale per EFF, seguirà l'incontro con il regista.





Domenica 23 Luglio: Conclusa la sezione corti, inizia il concorso lungometraggi con le periferie di Il più grande sogno

Nonostante l'assolata domenica, è numeroso il pubblico presente in sala al Cinema Gallery di Montefiascone per la seconda giornata dedicata ai cortometraggi di Est Film Festival. A chiudere la sezione che si contenderà l'Arco d'Argento Premio Università della Tuscia sono state le opere: Ratzinger vuole tornare di Valerio Vestoso, Il Silenzio di Famoosh Samadi e Ali Asgari, Buffet di Alessandro D'Ambrosi e Santa De Santis, Moby Dick di Nicola Sorcinelli e Timballo di Maurizio Forcella.


In serata, a precedere la proiezione del primo lungometraggio in concorso per l'Arco d'Oro Premio Gruppo Credito Valtellinese, il presidente di giuria Gianpaolo Sodano saluta il pubblico di piazzale Frigo ringraziando gli organizzatori Vaniel Maestosi e Glauco Almonte per il loro lavoro che valorizza e fa crescere culturalmente il territorio. Subito dopo, Massimiliano Giovannini porta i saluti del Gruppo Credito Valtellinese che da 9 anni appoggia Est Film Festival.

A inaugurare la sezione in concorso a piazzale Frigo è Il più grande sogno di Michele Vannucci, ispirato alla vera storia del personaggio principale del film Mirko Frezza. Intervengono sul palcoscenico il produttore Giovanni Pompili e la sceneggiatrice dell'opera Anita Otto.

«Tutto nasce dal cortometraggio di diploma di Michele al Centro Sperimentale – spiega Pompili – lui cercava un padre e un figlio che potessero interpretare i suoi protagonisti e così conobbe Mirko: è attraverso il suo flusso di coscienza che questa storia ha preso vita».

La sceneggiatrice, invece, racconta i motivi che l'hanno spinta a scrivere questo film: «Ascoltando questa persona e il suo “romanaccio” mi sono resa conto che c'era in lui una grande voglia di tirare fuori se stesso per fare qualcosa di bello per gli altri. Ne è venuto fuori il racconto di un uomo che cerca di cambiare non solo la sua esistenza, ma quello che c'è intorno a lui».

«Volevamo uscire dalla classica stigmatizzazione delle periferie – prosegue Giovanni Pompili – Dopo aver presentato il film a Venezia, abbiamo girato tutta l'Italia e, da Trieste a Catania, molte persone si sono riconosciute nei meccanismi di questa storia. Se il nostro messaggio è stato recepito nella stessa maniera da nord a sud, allora vuol dire che siamo riusciti a superare gli schemi classici dei film che vedono in questi quartieri solo delinquenza e disagio».

Nel film, attori professionisti dividono lo schermo insieme a persone prese dalla realtà che ha ispirato la storia: «Per riuscire ad avere dei dialoghi molto naturali, sul set abbiamo deciso di dare ai nostri interpreti un semplice canovaccio invece di un copione vero e proprio, per poter loro permettere di avere uno spunto per poter recitare in maniera più spontanea le scene» continua Anita Otto. Pompili aggiunge: «Il bello di lavorare tra finzione e realtà è che puoi mettere nello stesso contesto la professionalità di chi recita con la vita vera che ha ispirato la trama che stai raccontando».

I due hanno poi spiegato come il coinvolgimento dell'intero quartiere La Rustica sia riuscito a valorizzare la realtà delle persone che abitano quei luoghi.

«Quando il cinema ha una ricaduta sul territorio, questa è la soddisfazione più grossa: vedere persone che vivevano con la pensione sociale essere chiamate per recitare in altri film è stato il traguardo più bello che il nostro lavoro ha raggiunto».

La settimana di Est Film Festival inizia lunedì 24 luglio alle 17 e 30 al Cinema Gallery con la proiezione del primo documentario in concorso: Camminando sull'acqua di Gianmarco D'Agostino.

Alle 21 e 30, l'appuntamento è a piazzale Frigo con I figli della notte di Andrea De Sica. A seguire l'incontro con il regista.

In allegato: Da sinistra, Glauco Almonte, Anita Otto e Giovanni Pompili durante l'incontro dopo la proiezione del film Il più grande sogno .

Tutte le foto sono disponibili sul sito www.estfilmfestival.it
Photo Credits: Leonardo Breccola





Sabato 22 luglio: Ospiti a sorpresa e Arco di Platino ad Alessandro Genovesi inaugurano le serate in piazza di Est Film Festival

Nuova edizione e nuova location di apertura per Est Film Festival. Nel pomeriggio, al Cinema Gallery di Montefiascone, la proiezione dei primi 5 cortometraggi della selezione in concorso per l'Arco d'Argento Premio Università della Tuscia: A casa mia di Mario Piredda, Sharing di Emanuela Moroni e Manuela Cannone, Sono qui di Anjan Di Leonardo, Polis Nea di Pierluigi Ferrandini e Azimut di Emiliana Santoro.

Alle 21 e 30, il primo appuntamento sotto le stelle in piazza comincia con un omaggio dell'attore Francesco Lo Turco a Paolo Villaggio, pietra miliare del cinema italiano.

Subito dopo, una sorpresa per il pubblico: gli attori Corrado Nuzzo e Maria Di Biase salgono sul palcoscenico di piazzale Frigo per fare un saluto alla platea e si fanno sfuggire una piccola anteprima riguardo Vengo anch'io, la loro opera prima tutt'ora in lavorazione. «Una storia “cattiva” che si ispira alla tradizione italiana della commedia amara. Un film divertente con momenti drammatici e toccanti oppure, se preferite, una tragedia dai momenti comici». Nel cast Alessandro Haber, Ambra Angiolini, Aldo Baglio di Aldo Giovanni e Giacomo, Francesco Paolantoni e – al montaggio – Claudio Di Mauro, amico e giurato nella scorsa edizione di Est Film Festival.

Prima di consegnare l'Arco di Platino Città di Montefiascone, il sindaco Massimo Paolini e l'assessore alla cultura Fabio Notazio salutano dal palco il numeroso pubblico di EFF. Il sindaco, ringraziando il Festival e i main sponsor Italiana Assicurazioni e il Gruppo Bancario Credito Valtellinese, ribadisce le dichiarazioni fatte durante la conferenza stampa: «Non sarà questa amministrazione a mettere fine a Est Film Festival» ricordando come questo lavori tutto l'anno con il territorio attraverso attività quali Ciak! Montefiascone ed Est Film Festival nelle Scuole. Gli fa eco l'assessore Notazio che definisce il Festival:«un volano di sviluppo culturale per Montefiascone».

Dopodiché è il momento della consegna del premio al regista Alessandro Genovesi, sul palco insieme a Claudio Di Mauro, montatore di tutti i suoi film e anche di Matrimonio italiano, la sua ultima opera girata nella Tuscia tra Civita di Bagnoregio e Sutri.

Alessandro Genovesi inizia la sua carriera come autore e sceneggiatore teatrale; la sua avventura cinematografica comincia grazie a Happy Family, una storia che ha visto la luce in teatro e che per volontà di Gabriele Salvatores è stata trasformata in pellicola.

L'autore parla poi del suo sodalizio con Di Mauro: «Lui è un vero maestro: il montaggio è fondamentale e, se hai la fortuna di avere qualcuno che sappia parlare con quel linguaggio particolare, ti permette di riscrivere il film che avevi pensato».

Prende la parola Di Mauro spiegando che: «il vero obiettivo di noi montatori è individuare l'oggetto della comunicazione degli autori e fare nostra la loro sensibilità, per trovare insieme la migliore strada espressiva del film».

Anche Soap Opera, la commedia che vede tra i suoi protagonisti Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Ricky Memphis e Diego Abatantuono, proiettata ieri sera a piazzale Frigo, nasce come opera teatrale. Lo stesso Genovesi, parlando della sua scelta di utilizzare spesso gli stessi attori, fa riferimento al suo background artistico: «Sono abituato a lavorare con le compagnie teatrali dove basta cambiare i costumi ed è possibile interpretare storie sempre diverse, anche se negli ultimi film ho cercato di inserire volti nuovi per evitare che il pubblico avesse la sensazione di vedere sempre la stessa opera. In fondo, la differenza tra il cinema e il teatro è sottile perché sono due mezzi di comunicazione molto simili: il teatro ha delle aperture più immaginifiche e lavora molto sulla metafora; il film, invece, ha bisogno di mostrare tutto, ma la sostanza è sempre la stessa».

È il momento poi di Claudio Di Mauro che spiega l'essenza del suo mestiere di montatore: «È come scrivere l'ultima stesura della sceneggiatura: quando parti da una storia già buona e che funziona, il mio compito è semplice, altrimenti devo valorizzare le parti più interessanti. Naturalmente, il film è fatto sul set, ma io alle volte noto alcune cose che durante le riprese restano nascoste e le metto semplicemente in luce. La mia professione è vedere tutti gli elementi con lucidità, ma utilizzo elementi che il regista ha già inserito nella storia».

Gli appuntamenti di Est Film Festival di domenica 23 luglio ripartono con la seconda parte della sezione cortometraggi che sarà proiettata al Cinema Gallery di Montefiascone dalle ore 17 e 30.

In serata, a piazzale Frigo alle 21 e 30, inaugura la sezione competitiva dei lungometraggi il vincitore del Premio Solinas Experimenta Il più grande sogno di Michele Vannucci, tratto dal suo cortometraggio Una storia normale realizzato nel 2015. A seguire, l'incontro con Giovanni Pompili, produttore per Kino Produzioni.

In allegato: Da sinistra, l'assessore alla cultura Fabio Notazio, il sindaco Massimo Paolini e Alessandro Genovesi durante la consegna dell'Arco di Platino - Premio città di Montefiascone.

Tutte le foto e i video sono disponibili sul sito www.estfilmfestival.it
























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