Montefiascone
20° Est Film Festival - Documentari: il programma
Continua la 20ª stagione
Dopo il concorso per cortometraggi, andato in scena a gennaio, è la volta della sezione competitiva per documentari; la stagione numero 20 di Est Film Festival proseguirà a luglio e agosto in tutti i comuni del Lago di Bolsena.
Concorso per documentari italiani
Sono quattro i documentari che quest'anno si contenderanno l'Arco d'Argento di Est Film Festival: quattro appuntamenti pomeridiani, tutti nel mese di maggio, pensati per rendere possibile al pubblico di godere al meglio dell'offerta e dare spazio e rilevanza a un genere capace di offrire molto in termini qualitativi ed emozionali.
Dal 7 al 28 maggio l'appuntamento è al Cinema Multisala Gallery: l'Arco d'Argento e il relativo premio economico di 300 euro saranno assegnati al termine della manifestazione dalla giuria composta dai soci dell'Associazione CIC – Centro di Iniziative Culturali. La consegna è in programma a luglio durante la sezione dedicata alle opere prime del 20° Est Film Festival.
Gli appuntamenti al Multisala Gallery sono fissati per ogni giovedì di maggio, dalle ore 17.30. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Al termine di ogni proiezione la direzione del Festival condurrà il dibattito con gli autori e le autrici dei film.
Calendario e descrizione dei film
Si inizia giovedì 7 maggio con "Residence Hammamet - Il Maktub secondo mia madre", progetto molto personale di Salvatore Allocca, già in concorso 9 anni fa con la sua opera prima "Taranta on the road".
Sinossi: A settant'anni, Antonietta ha lasciato l'Italia per ricominciare una nuova vita in Tunisia, e sembra fermamente decisa a non voltarsi indietro. Salvatore, regista e figlio, la segue con la sua troupe per capire cosa l'abbia spinta a un cambiamento così radicale e, attraverso di lei, per esplorare perché sempre più pensionati lasciano la propria patria in cerca di una vita più leggera, attratti da un costo della vita inferiore e da agevolazioni fiscali che permettono di vivere più a lungo con la pensione.
Ne emerge un racconto intimo e ironico che riflette sull'età, la libertà e il desiderio di reinventarsi.
Il secondo appuntamento è giovedì 14 maggio con "È giunta l'ora", biografia del fotografo Nicola Scafidi firmata da Nicola Tella, Salvatore De Santis e Leandro Barichello.
Sinossi: L'esperienza professionale e personale del fotografo siciliano Nicola Scafidi, che, attraverso le sue immagini, ha testimoniato l'Italia del dopoguerra, narrando eventi che hanno plasmato la vita del Paese e rappresentato tappe fondamentali della sua storia.
Il lavoro di Scafidi ha spesso coniugato la testimonianza di eventi di attualità con la documentazione della loro rappresentazione cinematografica.
La narrazione del documentario si basa sulla ricerca di Angela Scafidi nell'archivio del padre, un viaggio di immagini e storie che intrecciano memorie personali e collettive, reportage e riprese di scena, la transitorietà degli eventi con l'immortalità dei grandi protagonisti. Un mondo immortalato in istantanee degne di essere raccontate.
Un altro ritorno giovedì 21 maggio: Francesco Del Grosso, selezionato per la quinta volta nel concorso per documentari italiani, presenta "Nyumba".
Sinossi: Abdulaye, Alex, Hafsa, Moussa, Sisì: sulla spiaggia di Cutro un intreccio tra il racconto corale del viaggio della speranza e quello individuale, che scava nelle loro vite precedenti in Gambia, Senegal, Sierra Leone e Somalia. La sand art, lasciando impronte indelebili, accompagna paure, dolori ed emozioni dei 5 protagonisti, che in Calabria sono sbarcati ed hanno deciso di restare. Perché hanno trovato Nyumba, casa, a Caulonia, Lamezia, Reggio Calabria, Soveria Mannelli, da dove narrano la quotidianità di affetti e di vita, fatta di accoglienza e di speranza.
Ultimo appuntamento giovedì 28 maggio con "Nella pelle del drago" di Katia Bernardi, che abbiamo conosciuto nel 2017 grazie al documentario "Funne".
Sinossi: II fuoco divampa nel cuore del bosco, illuminando il viso concentrato di Marco mentre sta bruciando radici di legno per plasmarle in una nuova creazione scultorea. Un enorme drago nero, simbolo di rinascita sta per prendere forma tra le fiamme.
Il film svela con passo lento, il procedere dello scultore Marco Martalar nel costruire un nuovo imponente Drago di legno nero, plasmando e trattando i resti bruciati del suo recedente Drago Vaia, distrutto in un incendio doloso.
L’impresa, si dipana tra suoni e visioni notturne, avventurandosi nel mondo interiore e creativo dello scultore. Un’impalpabile spinta guida Marco nella costruzione del Drago Nero, mentre il fuoco alimenta la sua visione. Di giorno, caccia radici e legni nei suoi boschi, guidato dai riflessi di luce della neve, seguendo tracce su un sentiero di foglie d’autunno e spinto dal vento che muove le cime degli alberi.
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